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il presepe della parrocchia

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nel Natale del Signore con Aelred

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Vedete bene quel che incombe sull’uomo: anzitutto, per un così grande orgoglio e una tal grande disobbedienza, deve farne degna soddisfazione a Dio, e quindi, deve rimettere il genere umano nell’altissima dignità in cui originariamente l’uomo era costituito essendo stato predestinato alla vita; da ultimo, deve ingaggiare contro il diavolo una battaglia decisiva non ricorrendo alla forza bruta, ma alla giustizia. Come potrà fare l’uomo per essere adeguato a tutto ciò? Egli si trova ad essere corrotto, perduto, condannato. Quale dovrà mai essere la sua umiltà per compensare ad un tale orgoglio? Quale l’obbedienza, per farsi perdonare la colpa? O come farà lui che è prigioniero a liberare chi è altrettanto prigioniero, e l’impuro come purificherà l’altrettanto impuro, Come? Oh mio Dio, questa creazione – che siamo noi – è destinata al disfacimento? “Dio ha forse dimenticato di aver pietà, o nella collera trattene le sue misericordie?” (ps 76, 10). Per nulla affatto! “Eccomi, i progetti ch...

verso Natale 3

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Oh povero Adamo, che cerchi di più? Oh ingrato, l’iniquità non ti rumina in cuore? Tu dice: No”, anzi “sarò pari a Dio” (Gn 3, 5)! Oh ingrato! Dio ti ha creato a tal modo che tutte le creature o sono tue pari o a te inferiori; solo Dio è più alto di te, e tu sei geloso di questa superiorità? Dici: “Sarò pari a Dio!”. Insopportabile orgoglio! Sei stato formato con l’argilla e il fango (Gn 2, 7) e pretendi, nella tua insolenza, di essere pari a Dio? Forse il diavolo vedendo questo pensiero folle nel la tua mente, ti ha detto: “Te lo mostrerò io: mangiate e sarete come divinità!” (Gn 3,5) In questo modo l’orgoglio ha generato la disobbedienza. Questi due peccati, l’orgoglio e la disobbedienza, sono l’origine miseranda di tutti gli altri peccati. Oh Adamo, hai mangiato! Sì, hai mangiato [il frutto difeso]! E ora, ti prego, vieni a noi con la bella tunica di pelli che indossi, lasciaci ammirare le nuove ricchezze del nuovo dio! “Ecco, Adam è diventato come uno di noi!” (Gn 3, 22). Bene, f...

verso Natale 2

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Comprendete in qual modo! Innanzitutto considerate la dignità del genere umano, la dignità con cui Dio l'ha creato. Tenete presente che questa dignità sta in tre elementi: la libertà, la potenza e la bontà. L'uomo era libero, potente e beato. Aveva una triplice libertà:la libertà di scelta, di desiderio e di utilizzo della creazione. Davati a lui stavano sia il bene che il male; la terra e il cielo; la morte e la vita, la miseria e il benessere; il mondo e Dio. Era libero di scegliere davanti a ogni cosa, come pure nell'atto del desiderare. "La carne, infatti, ha desideri contrari allo spirito" (Gal 5, 17): perché potesse volere qualcosa mosso dalla ragione e un'altra per opera della passione. Ma il desiderio lo portava verso ciò che voleva, quanto voleva, come lo voleva. Ha esercitato la propria volontà. Usò di questo mondo, infatti, così da gioirne in pienezza, per essere sempre più felice, non secondo la miserevo debolezza, o la violenza della propria avid...

ricordiamo sorella Denise ocso

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sant'Aelredo ci accompagna a Natale - 1

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In altri momenti è la mia carica ad impormi di parlare; oggi me lo impone l'affetto. Ma dove trovare le parole? Certo, se tutto il mio corpo non è che lingua, non avrei la possibilità di tradurre adeguatamente i miei sentimenti. Sorprende? Considerate la grandezza di Colui che entra nel mondo "per salvare" i popoli. Guardate! Colui che riempie i cieli. Colui che è egli stesso la Sorgente del proprio splendore. Colui che nutre ogni vita per mezzo del ministero degli angeli. Colui che è la delizia degli angeli. Colui che rende tutti felici, è proprio lui l'Essere altissimo che discende fino a noi. O Signore: che cos'è l'uomo perché tu ti ricordi di lui? Il figlio dell'uomo perché tu gli renda una simile visita? Ascolta la parola del profeta: Tutte le nazioni davanti a lui non sono che un nulla, lui le considera proprio un nulla (Is 40, 17). Nulla e nessuno! Oh nulla e nessuno, dovresti proprio amare colui che per te s'è annientato divenendo nulla e nessu...

segno di contraddizione

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Ho trovato nel blog della comunità cistercense di Spig Bank USA questa foto del muro che isola Betlemme dal resto della Terra Santa. Può essere una buona meditazione per accompagnare la domanda che ieri il vangelo di Luca faceva risuonare ai nostri orecchi: che cosa dobbiamo fare?" forse un muro tra noi e la speranza. http://subtuum.blogspot.com/