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domenica xxij per annum

E' sufficiente essere ultimi per diventare primi? E' sufficiente essere trovati ultimi perché ti venga offerto di sedere nei "primi" posti? E' poi vero che si desideri il primo posto? Il brano evangelico e tutta la liturgia della parola di oggi mi portano questi pensieri. Sir 3,17-20.28-29, neo-volg. Sir 3, 19-21.30-31 Salmo 67 Eb 12, 18-19.22-24 Lc 14, 1. 7-14 Mi viene subito in aiuto il Siracide: compi le tue opere con mitezza. Andrebbe mai chi lavora con mitezza a mettersi in mostra? Certo, piace a tutti che il proprio lavoro venga apprezzato dal capo, magari ci scappa una promozione. Ma questo è ancora lavorare con mitezza? Non lo credo. Leggo tra ieri e oggi le presentazioni del nuovo segretario di stato vaticano e vedo un affanno quasi ossessivo a creare una collana di successi diplomatici, io non lo conosco, per me tutto è vero e tutto va bene di lui, ma mi resta un pensiero: perché questo affanno dei vaticanisti? Lui ha lavorato con mitezza, si...

Gratitudine

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Ero da poco entrato in monastero a Milano quando ci fu la successione al card. Colombo da parte di p. Martini. E' vivo il ricordo dello sconcerto che circolava: un gesuita, uno scienziato della bibbia, uno senza precedenti parrocchiali ...  i soliti chiacchiericci fondati sulla "scienza pastorale"! Il Signore ha rovesciato i potenti dai troni ... così canta Maria con tutti coloro che erano in attesa del compimento della promessa fatta ad Abramo. E ancora il Signore ha agito così!  Dal trono della pastoralità il Signore ha rovesciato gli astuti e colui che solo aveva la Parola nel cuore e sulle labbra, nonché nello sguardo e ti guardava vedendo il Figlio di Dio ... e si raccoglieva in silenzio e sentivi il "Pondus" di quel silenzio e ti spiazzava e ti inquietava, Grazie p. Carlo Maria, con san Bernardo posso dire che ho imparato da te quanto lui ha imparato dagli alberi, io che non sono stato mai del suo clero e lo guardavo dal monastero com...

25 agosto 2013

C'è una grande tentazione che ci svia dall'unico necessario: "Quanti ... ?" La tentazione di contare sul numero percorre tutta la storia. Non ne è stato esente nemmeno Abramo impaziente di vedere realizzata la promessa di Dio di diventare un grande popolo e vedeva lì per lì solo un figlio nato da un mezzo inganno e un altro che forse non lo soddisfaceva eccessivamente. Tentazione che è stata di Davide e ha portato la peste nella città. Tentazione da cui nemmeno Gesù è stato esentato, si presentavano candidati per il gruppo, ma Gesù non si lascia sviare. E' venuto per una cosa e quella vuole con ardore: abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza, In questo non è compresso l'essere in gran numero. La porta stretta non sono le opere penitenziali. Piuttosto il discernimento e il lasciare tutto quello che non rientra nell'unico che accende d'ardore il cuore.

17 dicembre avvento in solitudine

fortiter suaviterque La prima delle antifone al Magnificat delle ferie maggiori di avvento ci fa gustare l'agire di Dio-Sapienza. Com'è diverso l'agire di Dio dal nostro! Oscilliamo tra durezza, intolleranza e il lassismo insensato. Dio per arrivare al suo scopo colpisce con i colpi degli uomini e lenisce con la sua presenza. Guerrico di Igny: gratiam deserti beatitudinem eremi quae ab initio gratiae quieti sanctorum meruit consecrari. ... spiritus amica semper fuerit solitudo la grazia del deserto la beatitudine dell'eremo fin dal principio ha meritato di consacrare con la grazia del riposo. ... la solitudine è sempre stata amica della vita. Dio agisce fortiter suaviterqque nel deserto del silenzio dell'anima.

seconda domenica di avvento

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Si è accesa la seconda luce dell'avvento. Con il suo splendore ci ha aiutato a rispondere alla domanda del battezzatore Giovanni riportata dall'evangelista Matteo: "Razza di vipere, chi vi ha convinto a scampare all'ira imminente?". Chi ci ha convinto? "In quei giorni" che apre l'oracolo di Isaia e la pericope evangelica. Ci ha convinto il fatto che non c'è altro tempo, che siamo nella fine: è apparsa la grazia con lo Spirito che si posa con i suoi doni sul Servo/Figlio di Dio. Ci ha convinto la formazione spirituale e umana di Giovanni/Elia che, non più nel deserto, ma dal deserto fanno udire la voce che fa raddrizzare i sentieri di Dio. Ci ha convinto l'austerità del battezzatore Giovanni che si prepara ad entrare nel banchetto che Dio, e non lui, prepara sul monte per tutti i popoli. Ci ha convinto il fatto che Giovanni non perdona i peccati che vengono confessati nel battesimo di acqua, ma si fa solidale con i peccatori in attesa di Colui...

prima domenica di avvento

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Abbiamo accolto il desiderio del papa Benedetto XVI di stare in preghiera per la vita nascente. La sera, durante l'ufficio vigiliare in cattedrale, e poi durante ogni santa Messa c'è stata la presenza dell'associazione Il Fiordaliso, che è costituita dalle nostre suore di Bolgheri e da diverse donne che desiderano fare strada con le donne che si trovano nel momento cruciale della scelta verso la gravidanza e poi fino al primo anno di vita del bambino, così come delle donne che sono particolarmente provate dalla violenza. La preghiera universale è stata sostituita dalla preghiera composta dal papa e alla porta della chiesa è stato allestito un piccolo stand per presentare l'opera. Il Signore con Maria Immacolata, sua e nostra madre, benedica il loro apostolato.

prima domenica di avvento

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In questo avvento, dominato prevalentemente dal battezzatore Giovanni e dalla sua rilettura delle profezie e dei segni dei tempi, abbiamo scelto di porre le quattro candele di questo periodo sul fonte battesimale attorno a Cristo luce del mondo (cero pasquale. Se Giovanni può verificare la storia della salvezza alla luce dell'esperienza essena, noi battezzati in Cristo lo possiamo fare nella luce della Pasqua. La proposta è quella di accostarci al Natale come epifania del Veniente che eleva la povertà della nostra natura con la sua gloria che copre il mondo come una tenda. Accanto all'altare quattro luci alimentate dalla cera liquida nel concavo di una radice secca che in questa prima domenica è attorniata da tutta una vegetazione morta.